L'Albero Che Cresceva Solo Di Notte

scritto da Taby-Saby
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Testo: L'Albero Che Cresceva Solo Di Notte
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Nel cuore della radura dimenticata, dove la luce del sole arrivava solo come un pallido ricordo filtrato dalle chiome circostanti, viveva un faggio diverso da tutti gli altri. Gli abitanti del villaggio lo chiamavano l'Albero Dormiente, perché di giorno sembrava un tronco grigio e insignificante, le sue foglie piccole e chiuse, quasi ritirate dalla realtà. Nessuno gli prestava attenzione; era solo un elemento statico del paesaggio diurno. Ma quando il sole tramontava e l'ombra inghiottiva la valle, l'Albero si risvegliava. Non era un risveglio violento, ma una lenta, quasi impercettibile espansione. La linfa, ferma e pigra durante le ore illuminate, cominciava a fluire con una velocità sorprendente. Le gemme, sigillate ermeticamente contro l'aridità del giorno, si aprivano in un sospiro silenzioso, rivelando foglie di un verde quasi fosforescente, così sottili da sembrare fatte di vetro smerigliato. La sua crescita era un fenomeno puramente notturno. Ogni notte, misurata in millimetri invisibili all'occhio umano distratto, l'albero aggiungeva struttura, profondità, altezza. Era un lavoro paziente, metodico, immune alla fretta e alla competizione solare. Mentre gli alberi del giorno lottavano per ogni raggio di luce, l'Albero Dormiente costruiva la sua forza nelle fondamenta, rafforzando le radici nel terreno umido e oscuro, assorbendo i minerali che la notte rendeva più disponibili. I pochi che osavano avventurarsi nella radura dopo mezzanotte raccontavano di un leggero, quasi inudibile, suono di legno che si espandeva, una sorta di "crescita sonora" che solo il silenzio assoluto poteva rivelare. Era il suono della trasformazione in atto, la dimostrazione che la vera evoluzione spesso non avviene sotto i riflettori, ma nell'ombra protettiva. Quando l'alba tornava, l'albero si ritirava. Le foglie si chiudevano, il verde intenso svaniva, e tornava ad essere il faggio anonimo del giorno. Ma chi avesse avuto la pazienza di misurarlo ogni mattina avrebbe scoperto che, nel corso di una stagione, era diventato l'albero più alto e robusto della foresta, un monumento silenzioso alla potenza della perseveranza nascosta. La sua lezione era chiara: ciò che conta non è la visibilità costante, ma la dedizione incessante al proprio sviluppo, anche quando nessuno guarda.

L'Albero Che Cresceva Solo Di Notte testo di Taby-Saby
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